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Misure di sostegno per gli interventi di ricostruzione post-sisma: il decreto legge 189/2016

Con l’emanazione del decreto legge n. 189 del 17 ottobre 2016 si è mirato a disciplinare le iniziative per la ricostruzione, l’assistenza alle popolazioni e la ripresa economica nei territori colpiti dal sisma. La legge di bilancio per il 2017 ha stanziato complessivamente 6,1 miliardi di euro per la ricostruzione di immobili a uso privato (nel periodo 2017-47) e 1,0 miliardi per la ricostruzione di edifici pubblici (nel periodo 2017-20).

A chi sono destinati i contributi?
I contributi per la ricostruzione degli edifici privati saranno riconosciuti sia per le prime che per le seconde case. In particolare, i contributi saranno riconosciuti nella misura del 100 per cento del costo: a) per gli interventi di ripristino e consolidamento di tutti gli immobili danneggiati localizzati nei comuni del cratere; b) per le prime abitazioni danneggiate direttamente dal sisma localizzate nei comuni esterni al cratere; c) per gli immobili localizzati nei centri storici o in borghi caratteristici esterni al cratere. I contribuiti saranno riconosciuti nella misura del 50 per cento per le seconde case danneggiate dal sisma nei comuni esterni al cratere e fuori dai centri storici o borghi caratteristici.

 

Contributi per interventi di ricostruzione pesante: l’ordinanza 19/2017

L’ordinanza regola il ripristino con miglioramento sismico di interi edifici gravemente danneggiati o la ricostruzione di quelli distrutti, aventi destinazione d’uso abitativa ed eventualmente comprendenti anche unità immobiliari a destinazione produttiva (industriale, commerciale, artigianale, agricola, uffici, servizi), dichiarati inagibili con ordinanza comunale. Il contributo comprende i costi sostenuti per le opere di pronto intervento e di messa in sicurezza per le indagini e le prove di laboratorio, per le opere di miglioramento sismico o di ricostruzione e per quelle relative alle finiture interne ed esterne connesse agli interventi sulle strutture e sulle parti comuni. Le opere ammesse a contributo riguardano le parti comuni dell’edificio, le unità immobiliari che le compongono e le relative pertinenze ricomprese. Sono ammesse a contributo anche le pertinenze esterne, come cantine, autorimesse, magazzini o immobili funzionali all’abitazione o all’’unità produttiva.

Gli interventi devono portare ad un miglioramento sismico compreso tra il 60% e l’80% della resistenza prevista per le nuove costruzioni, gli immobili devono essere ricostruiti con la stessa destinazione d’uso che avevano prima del sisma e devono mantenerla almeno per due anni dopo la fine degli interventi.

Le domande di contributo devono essere inviate online agli Uffici speciali per la ricostruzione entro il 31 dicembre 2017 seguendo il modello disponibile sul sito web www.sisma2016.gov.it

Per maggiori informazioni contattaci utilizzando il form sottostante.

Come funziona la detrazione fiscale del 55% per le ristrutturazioni degli immobili?

La percentuale di spesa che si può portare in detrazione fiscale si attesta al 50% della spesa effettivamente sostenuta per i lavori edili. Tale percentuale fa riferimento a singola unità immobiliare e il tetto di spesa massima ammissibile alla detrazione è pari ad € 96.000, quindi la cifra da poter detrarre ammonta ad € 48.000. Per usufruire della detrazione fiscale, a differenza di qualche anno fa, non è più necessaria la preventiva comunicazione al Centro Operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate, pertanto basta effettuare il pagamento a mezzo bonifico bancario specificando nella causale gli estremi del provvedimento, ossia della detrazione fiscale al 50% per lavori edili (attualmente quasi tutti gli istituti di credito e Poste Italiane hanno già causali preimpostate atte allo scopo). In caso di errato pagamento, la Legge attualmente prevede la rettifica del pagamento mediante ripetizione dello stesso (quindi previo rimborso dell’eventuale pagamento errato da parte del beneficiario). Successivamente, in sede di dichiarazione dei redditi, sarà possibile portare in detrazione le spese fatturate ed effettivamente liquidate al 31.12 dell’anno precedente.

 

Come funziona il bonus del 50% per i mobili e gli elettrodomestici?

È possibile usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Per avere l’agevolazione è indispensabile realizzare una ristrutturazione edilizia, sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali. Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro. Inoltre, la detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo.
Attenzione però: per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni.
Non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile. La data di avvio dei lavori può essere dimostrata da eventuali abilitazioni amministrative, dalla comunicazione preventiva all’Asl, se è obbligatoria.
Per tutti i dettagli si veda la guida dell’Agenzia delle Entrate cliccando qui.

 


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